Leggevo poco fa un articolo, su una nota rivista di diffusione scientifica, che descriveva con entusiasmo come un architetto newyorkese , fervente sostenitore del design ecosostenibile e del lusso a impatto zero, sia riuscito -in soli 37 mq - a farci stare ben 8 stanze, grazie a un sofisticato sistema di pareti e mobili a scomparsa.
L'articolo, corredato di foto, mostrava questo microloft (così lo definiva il giornalista), fatto praticamente a matrioska, dove ogni cosa era contenuta in un'altra e, tirando di qua, ribaltando di là... magicabula bidibii bodibi bu... si trasformava da camera da letto a sala da pranzo con 12 coperti, piuttosto che in un cinema con schermo da 70 pollici e via dicendo...
Negli anni in cui viaggiavo sovente per lavoro, mi sono trovata a vivere, per circa un anno, nella splendida cornice di Milano. Per una questione di comodità, la mia scelta ricadde su di una zona estremamente centrale, la multietnica e quanto mai variegata Porta Romana. Quello che nell'articolo viene definito microloft, all'epoca qui in Italia si chiamava semplicemente monolocale e, considerando il costo dell'affitto, che per 22 mq era di ben 650 euro ( e si parla di circa 6 anni fa) l'impatto, almeno sulle mie tasche, era tutt'altro che a zero.
L'entusiasmo, tipicamente americano, con cui l'architetto descriveva il suo appartamento, è di gran lunga inferiore all'entusiasmo con cui l'agente immobiliare seppe convincermi che quella era la soluzione giusta per le mie esigenze. Partimmo insieme dall'agenzia e, nel tragitto fatto a piedi perché appartamento e agenzia erano abbastanza vicini, l'agente iniziò subito a elencarmi le numerose qualità e caratteristiche che rendevano l'appartamento una sintesi ( e già sul termine sintesi avrei dovuto riflettere) di funzionalità e comfort.
Entrammo nel portone, "antico e signorile" come sottolineò prontamente l'agente che per comodità chiameremo Tarcisio, e mi si parò davanti la tipica struttura delle case di ringhiera milanesi.
Per chi non lo sapesse, le case di ringhiera sono delle case popolari, costruite fino ai primi decenni del '900, in cui si accede ai vari appartamenti dello stesso piano attraverso un ballatoio che corre lungo la facciata interna. Là dove ristrutturazioni consapevoli e dispendiose sono intervenute, possono essere davvero belle e caratteristiche: tuttavia non era quello il caso! L'aspetto era abbastanza deprimente, ma Tarcisio dirottò la mia attenzione sul modernissimo (!!!) ascensore che mi permetteva di raggiungere il mio quinto piano anche con le borse della spesa, senza fare la minima fatica.
Arrivati davanti alla porta di ingresso, blindata, solida e robusta, Tarcisio inserì la chiave nella toppa e, siccome la porta era blindata, solida e robusta dovette accompagnare l'apertura con un'energica spallata per poterla spalancare.
A questo punto vorrei dire all'architetto newyorkese che non si è inventato niente: che in quei 22 mq era tutto a scomparsa e che, magicabula bidibii bodibi bu...aprivi un armadietto e compariva una "funzionalissima" cucina; magicabula bidibi bodibi bu... ne aprivi un altro e c'era la lavatrice; il tavolo nascosto nella parete, il letto che si trasformava in divano, che diventava poltrona, che poi è stato eliminato perché l'ultimo inquilino, non voglio sapere come, ne aveva sfondato le molle... il bagno, era provvisto di tutto il necessaire, scaldabagno che perdeva compreso e che causò in un gennaio nevoso, un cortocircuito come nessun altro nella storia.
Inoltre anche quel monolocale era decisamente rispettoso dell'ambiente: il riscaldamento, ad esempio, si costituiva di un minuscolo termoconvettore che funzionava metà a gas e metà elettricamente, che non riscaldava un piffero, e che, nel gennaio nevoso di cui sopra, a causa del cortocircuito, smise del tutto di funzionare.
Per rendervi meglio l'idea... ve lo ricordate Renato Pozzetto nel film " Il Ragazzo di Campagna", quando va a vivere nel moderno monolocale a Milano? Ecco! Il mio era un po' meno moderno, ma la situazione era molto simile!
Quindi, il succo di questo discorso è che gli americani pensano sempre di aver inventato chissà che cosa, di aver fatto chissà quali scoperte e di aver portato chissà quale grande contributo alla comunità, quando invece non c'è nulla di nuovo sotto il sole che qui in Italia non abbiamo già sperimentato... ed ora perdonatemi, ma... magicabula bidibi bodibi bu... devo andare a togliere i panni dal forno che oramai saranno asciutti!
Alla prossima, stay tuned!
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